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domenica 3 luglio 2011

Echi degli anni '80 - 5 - Il Pitone FAR

Quale tra le marmitta da large poteva essere più rappresentativa dell'epoca di cui parliamo? Ma certo! Il Pitone FAR! Ricordo benissimo che praticamente tutti la montavano e il suo rumore metallico e rauco era ben distinguibile anche a distanza e come la Proma decisamente poco simpatico a vigili e affini.

Per cortesia del sito ET3.it

Molto probabilmente la sua fortuna è stata quella di essere una marmitta right-hand ovvero che usciva da sotto il carter motore, senza essere troppo visibile e senza impegnare per niente la parte sinistra della Vespa, soprattutto in piega. Per il resto una marmitta tipica nel suo funzionamento che perde molta coppia ai regimi bassi ottenendo qualche km/h in più di velocità di punta, vento contrario o salite a parte.

D'altronde basta guardarla per capire che il progettista (?) deve essersi davvero ispirato ad un serpente in digestione piuttosto che ad una vera marmitta ad espansione. Inoltre, come quasi tutte le marmitte right-hand, registrare la frizione diventava un'impresa.

In quegli anni le macchine di Formula 1 erano tutte dotate di motore con turbocompressore e anche molte macchine e macchinette di serie ne erano dotate, quindi giustamente anche il Pitone FAR non poteva essere da meno avendo a corredo un adesivino giallo con la scritta 'PITONE' stilizzata sul corpo sinuoso di un serpente e la scritta di fianco 'A Gas di Scarico Turbocompresso'. Francamente nessuno ha mai capito dove fosse il KKK nel Pitone, ma a noi piace credere che così fosse...

Come si vede dalla foto, ne sono state realizzate anche altre due versioni oltre quella 'base' universalmente riconosciuta, la versione con (piccolo) silenziatore in alluminio e la versione cromata.

Ogni tanto torna alla ribalta in qualche forum recuperata attaccata a qualche rudere di PX rottamato che ebbe a passare diverse estati in quel di Rimini o della riviera romagnola in quegli anni. Ma diciamo che vale molto di più come feticcio nostalgico di quelle estati che come effettivo valore tecnico!

Una serissima prova marmitte applicati a motori originali fatta su Scootering Magazine qualche tempo fa, conferma la mia ipotesi:

mercoledì 21 luglio 2010

Una ET3 molto tamarra!

Incontrata al raduno Vespaporchetta di San Prospero (MO), lo scorso sabato.

Esempio quasi perfetto di cosa circolava negli anni '80 in tema di elaborazione estetica di una Vespa, questa ET3 ha praticamente su di se tutti gli elementi tipici, intanto tutti gli accessori di colore bianco, accostamento quasi d'obbligo per il P5/2 celeste metallizzato con cui è verniciata.

 Portapacchi posteriore con portaruota che funge anche da poggiaschiena e maniglie, l' immancabile sella Yankee, targa con portatarga inclinato, retine antisassi per il fanale anteriore e posteriore, le 'mitiche' fasce anticolpi laterali FOX, il tappetino 'balneare' anch'esso di colore bianco, la cornicetta fanale in plastica bianca, i copriruota stile 'Porsche' anni '70, il bauletto da PX con guarnizione bianca e l'aquila in volo (alternativamente si trovava l'adesivo della discoteca 'COSMOS', meta di allora di tanti fricchettoni) la cordicella a molla per la chiave di accensione, le manopole tipo 'cross' con annesse leve in plastica, tappini bianchi del cavalletto e il naso del PX prima serie!



Manca qualcosa? Beh si, magari il portapacchi anteriore (rigorosamente bianco) una bella marmitta siluro bianca smaltata della Pinasco, i poggia piedi (bianchi) e magari arrivando all'estremo, le frecce, il manubrio e il fanale posteriore del PX prima serie!