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sabato 14 luglio 2018

Autocostruzione del distanziale in fibra delle Vespa vintage (sino alla Rally 200)

Può capitare, quando si restaura una Vespa dagli anni '40 fino alla fine degli anni '70, magari già smontata che manchi la rondella sagomata in fibra (che poi sarebbe bachelite) che si trova tra corpo del mozzo e l'asse che regge il terminale della forcella (vedi diagramma)



In effetti, in commercio esistono già delle riproduzioni, ma non è che le regalino...mediamente le fanno pagare ben 10 € ognuna spese di spedizione escluse!

Quindi meglio perseguire la strada dell'autocostruzione. La bachelite di colore marrone non è di facile reperimento, così ho sostituito questo materiale con la molto più reperibile vetronite da circuito stampato. Io sono avvantaggiato perchè già da ben prima che cominciassi ad occuparmi di Vespa e restauri, mi occupo di costruzioni elettroniche così non è stato difficile trovare un pezzetto di vetronite ramata con cui sagomare e ricavare le rondelle distanziali in questione.

Se volete cimentarvi anche voi, basterà andare in un negozio di elettronica e comprare una basettina ramata (singola o doppia faccia ramata non importa) spendendo pochi euro.

Come modello ho usato la rondella originale proveniente dalla VS1 che è in lista di restauro assieme alla Vespa GL del 1963 che sto attualmente lavorando e che è poi la Vespa a cui manca il particolare!!


Certo, non tutti possono avere un particolare originale su cui calcare la forma, così ho realizzato una scansione 1:1 dello stesso pezzo che vedete in foto

Con una cesoia si sgrossa il pezzo eliminando il più possibile l'eccedenza di vetroresina


E poi tramite carta vetrata grossa (io uso la 80) ma meglio usare una mola da banco, limo via l'eccedenza rimanente attorno alla forma esterna del particolare aiutandomi anche eventualmente con la forma originale. Il foro centrale è stato realizzato con una fresa da legno da 12 mm.


Alla fine bisogna assottigliare la vetroresina del pezzo riprodotto perchè il pezzo originale è spesso 1 millimetro e la basetta in vetroresina invece di solito è da 1,6 mm. Per questo uso sempre la stessa carta abrasiva grossa da 80 di prima fino ad asportare prima il sottile velo di rame e poi ad arrivare allo spessore richiesto.

E questo è il risultato finale:


Io le lascio colore della vetroresina, nessuno vi impedisce invece di colorare a spray il pezzo color marrone scuro come l'originale!

domenica 4 dicembre 2011

Nuova uscita in edicola - Motociclismo racconta il mito Vespa Vol.3

Ed ecco il terzo numero della serie iniziata a settembre, questa volta l'argomento trattato è sicuramente la Vespa più famosa e conosciuta al mondo, ovvero la serie GS. Rispetto al numero precedente mi sembra che il livello di argomenti (e modelli) sia decisamente più approfondito, infatti l'excursus varia tra la capostipite GS150 VS1 a cavi esterni sino alle GS160 1a e 2a serie. Le foto mi sembrano molte e ben particolareggiate e così anche le note all'interno del fascicolo. Immancabile il poster centrale con la pubblicità Piaggio della GS160. 5,90 € ben spesi!!

sabato 30 luglio 2011

Restauro GS VS1 1955....e sono 4!

In contemporanea con la VL2 ho portato a (quasi) termine il restauro di questa VS1 che proviene da Ferrara. Diversamente dalla VL2, questa Vespa ha i documenti regolari e quindi non c'e' bisogno allo stato attuale di foto per FMI o ASI. Dico 'quasi' finito perchè manca il portaruota centrale per una gomma rigata d'epoca, ma il cerchio era difettoso e ne sto attendendo un'altro per completare l'installazione.















domenica 22 novembre 2009

Un'altra VS1 è stata riportata alla vita...ma che fatica!!!

Questa è la terza VS1, proveniente da un paese europeo, che ho restaurato. In questo caso siamo partiti da un mezzo in stato particolarmente disastrato e rimaneggiato, rimasta parcheggiata su una strada pubblica per anni e senza alcuna protezione:




Manubrio da VB1 e altre parti sostituite con altre non originali, pedana staccata di decine di centimetri o mancante in diversi punti, ruggine passante e profonda anche su cerchi e pance, pance coperte con stucco spesso a coprire le tante ammaccature, tubi di uscita dei cavi manubrio STRAPPATI via dal tubo forcella, scudo piegato...per fortuna il tunnell centrale non riportava grosse corrosioni, anche se in sede di rifacimento carrozzeria e nel mentre della sostituzione integrale della pedana è stato necessario ricostruire alcuni tubi passanti dei cavi, in quanto ostruiti da ruggine e rimasugli di guaine vecchie.

Il motore e la ciclistica non godevano nemmeno loro di buona salute, nel motore il problema più evidente era il cilindro bloccato, ma fosse stato solo quello! Poi nel corso della revisione è saltato fuori di tutto: il boccolo dell'accensione era storto per via di un quasi certo urto con un paracarro o simili della leva di accensione, per fortuna i carter anche se segnati internamente hanno resistito ed è bastato sostituirlo, l'asse della primaria che svitato ballava allegramente dentro una boccola malfatta e che ha poi causato la rottura di alcuni denti dell'ingranaggio del parastrappi. La ventola a cui mancavano alcune alette, la marmitta originale risaldata più volte senza criterio che è stata recuperata dopo un accurato intervento di ricostruzione da parte di un esperto fabbro locale. Verso la fine dei lavori al motore ho dovuto anche sostituire il volano che per ragioni oscure pur essendo magnetizzato correttamente non riusciva a generare correttamente la corrente per la scintilla della candela.



Nella ciclistica avevamo un tamburo anteriore criccato e storto, con il mozzo in alluminio danneggiato nella sede dell'attacco dell'ammortizzatore anteriore, che è stato sostituito in quanto c'era su un ammortizzatore non originale. La forcella aveva i fermi spezzati e sostituiti con due belle viti parker avvitate nell'alluminio!

Anche la sella originale purtroppo è stata sostituita, in quanto non appena gli ho tolto la spessa copertura in gommapiuma, si divisa in tre tronconi! Mai vista una ruggine così devastante, stessa fine hanno fatto due cerchi originali su tre, per fortuna uno era ancora in buono stato e l'abbiamo usato alla fine per corredare la ruota di scorta centrale.

Pure lo sportellino è stato massacrato dal precedente proprietario, il quale non aveva trovato di meglio, per mettere una serratura a chiave, che forare direttamente la fessura della levetta di apertura piuttosto che metterla di lato...

Il restauro ha impiegato 11 mesi e svariate centinaia di km di viaggi e giri dai vari ricambisti per recuperare tutte le parti, ma devo dire che il risultato finale è all'altezza di altri restauri simili, forse il mio migliore, sicuramente.




Un'altra VS1 riportata alla vita.

venerdì 9 gennaio 2009

La Vespa si riconosce dai particolari...

Stessa Vespa. Leva della messa in moto (quella sopra) in perfette condizioni, non trovate? Peccato che sebbene sia molto simile, non è la sua. l'originale della GS (come vedete dalla foto, quella sotto) oltre ad avere una forma diversa del predellino, ha la sigla "G S" stampigliata sul bordo.


venerdì 5 settembre 2008

Risolvere un problema comune alle vecchie Vespe a batteria!

Ovvero come installare un moderno ponte di diodi al silicio al posto del vecchio (e poco efficente) raddrizzatore al selenio originale:



Trovate anche un articolo completo di dati tecnici sul sito Vesparesources.com a QUESTO indirizzo.