...perchè quando è ora di collegare i cavi, non ti ricordi mai da che parte è la prima...
mercoledì 11 settembre 2013
domenica 1 settembre 2013
Nuova uscita in edicola - Officina del Vespista n°3
E'arrivato in edicola il numero 3 della serie "Officina del Vespista" e devo dire che finalmente si vede più ordine e logica nella redazione degli articoli di quanta ce ne sia stata messa nei primi due numeri. Le foto si sono ridotte di dimensioni, lasciando spazio a maggiore testo esplicativo, quindi un buon passo avanti rispetto a prima. Nel numero in questione spiccano alcuni articoli come "L'aspirante Vespista" in cui un ragazzo di 22 anni che possiede una Vespa 50 Special e una GT125 viene intervistato sulla sua passione e su come bisogna affrontare il tema "collezione di Vespa" quando si hanno, purtroppo molto spesso oggi, pochi soldi a disposizione, poi un bell'articolo sul restauro di una Vespa GL, comprensivo di foto dei lavori alla carrozzeria e all'illustrazione di problematiche trovate nello smontaggio dell'esemplare. Altro articolo simile dedicato al restauro di una Vespa 125 del 1953 (VM1). Infine, segnalo tre articoli, uno dedicato all'officina di restauro "Vespazio" di Roteglia (RE) (che tra l'altro era anche cliente dello sfortunato "Amici della Vespa"...), uno sul raduno mondiale Vespa World Days tenutosi in Belgio in Giugno e uno sul Museo Pascoli a Ravenna. Naturalmente non tutto fila liscio e permangono ancora alcuni errori grossolani (uno su tutti, la Vespa GL sarebbe la versione "Lusso" della 150...quale? Se ci riferiamo alla contemporanea VBB, in realtà si tratta di due Vespa totalmente diverse) ma in linea di massima la pubblicazione stra prendendo forma e comincia ad essere veramente interessante. Per questo stavolta le dò un 7+ come votazione totale.
Il prossimo mese potrete trovare sulle pagine del periodico anche uno dei post "importanti" del mio blog, quello dedicato a ciò che si deve controllare quando si acquista una Vespa.
Il prossimo mese potrete trovare sulle pagine del periodico anche uno dei post "importanti" del mio blog, quello dedicato a ciò che si deve controllare quando si acquista una Vespa.
lunedì 19 agosto 2013
Montaggio Strumento Digitale SIP Scootershop by KOSO su P200E prima serie
Con questo post voglio illustrarvi passo passo come installare uno strumento digitale della SIP Scootershop prodotto dalla ditta KOSO, notissima marca orientale di strumentazione digitale per moto, scooters, enduro ecc.ecc. su una Vespa P200E del 1982.
Già da diversi anni la ditta di punta del panorama tuning Vespistico mondiale, la SIP Scootershop GmbH si fa produrre dalla KOSO su specifiche tecniche ben precise questi strumenti digitali il cui scopo è quello di modernizzare il cockpit e le funzioni esposte senza però discostarsi dalla linea originale del vero contachilometri di fabbrica.
Lo strumento comprende:
- Contagiri analogico e digitale (tramite selezione pulsante)
- Tachimetro digitale
- Contachilometri digitale totale/parziale tramite selezione pulsante
- Indicatore digitale della temperatura della testa
- Orologio digitale
e nella versione PX Arcobaleno/MY l'indicatore di carburante digitale e le spie riserva/frecce/luci ana-abbaglianti analogiche.
Nel tempo oltre a quello per PX 1a serie sono stati realizzati diversi tipi di strumenti digitali: per la ET3/Rally/SPV/GTR sia a sfondo bianco che nero, per la GS160 o comunque per le Vespa con contachilometri a ventaglio (VBA/VBB) chiaro, scuro o beige, uno per la Vespa 50 Special e appunto ultimo ma non ultimo (c'e' anche quello per Lambretta) la versione per Vespa PX Arcobaleno/MY con indicatore di carburante. Per il PX 1a serie sono state realizzate una versione con cerchietto nero opaco "racing" e una più classica con cerchietto satinato in acciaio come quello che andremo ad illustrare e per il PX Arcobaleno/MY una versione con sfondo chiaro e una con sfondo scuro. E' inutile dire che questi strumenti digitali hanno ricevuto un'accoglienza entusiasta da parte degli appassionati!
Ma partiamo coi lavori. La prima cosa da fare è smontare alcune parti della Vespa. Sicuramente il coperchio del manubrio, che dovrete riporre a parte, il fanale anteriore per lavorare meglio nel vano manubrio quindi il naso anteriore in plastica e infine la sella con il sottostante serbatoio con tutto il tubo della benzina. Asportare anche ovviamente il coperchio in plastica del telaio anti smagrimento miscela che giace sotto il serbatoio. Dal vano motore dovrete smontare il copricilindro della Vespa.
Fate quindi passare una sonda (io ho usato un comune filo di ferro) attraverso il manubrio nella cavità di destra, attraverso l'intersizio del canotto dello sterzo e giù fino a che non vedete l'occhiello spuntare nel fondo del telaio vicino agli innesti dei contatti delle frecce posteriori (se ci sono!) Se trovate difficoltà a passare, consigliabile che smontiate anche il pedale del freno posteriore e dalla cavità sarà più facile recuperare e reinfilare la sonda.Una volta passata, agganciate il lungo cavetto con innesti bianchi con fili rosso-bianco nastrandolo bene (attenzione! Si tratta di connettorini piuttosto delicati!) e tiratelo indietro sino a farlo spuntare nell'interno del telaio.
Dopodichè bisogna fissare il cavo di alimentazione e il cavo che prende il segnale che comanda il contagiri dello strumento. Bisogna a questo punto precisare che lo strumento è realizzato per andare tassativamente a 12V (anche se funziona egualmente scendendo sino a 9V) quindi inadatto per motori originali ET3, SPV, GTR, GS160, VBA/VBB, Rally e ovviamente anche per i PX senza frecce che hanno motori a 6V. Per queste Vespa ci vuole o un motore PX a 12V se parliamo di telaio large o se non si può adattare un motore da PX (ET3, GS160) prevedere o una batteria tampone con circuito di ricarica di non facilissima realizzazione ed installazione oppure l'adozione di una accensione del tipo Vespatronic, Parmakit o Polini che però come accensioni ad anticipo variabile derivate da scooter hanno tutte lo stesso problema della scarsa erogazione ai bassi regimi e obbligano all'uso della batteria per evitare continui reset dello strumento al minimo.
Il cavetto di alimentazione (connettore nero, fili nero-rosso-marrone) va connesso ai 3 fili grigi della morsettiera per il rosso-marrone (+12V e attacco per il contagiri, che prende il segnale dall'onda quadra spuria che si propaga su tutto l'impianto elettrico) e ai 3 neri per il filo nero (massa) come in foto oppure potete collegare il rosso del positivo direttamente al filo blu di grossa sezione che arriva alla scatola derivatrice posta dietro il naso del PX, ma è chiaramente più complesso da realizzare.
Fatto questo, viene la parte più difficoltosa della modifica. Lo strumento è si molto simile a quello originale ma NON E' uguale in dimensioni. Rispetto a quello di fabbrica (che intanto potete svitare dal supporto a U che servirà dopo, conservare la guarnizione ad anello da riutilizzare toglierlo dal coprimanubrio e riporlo a parte) è più alto di almeno 5/6 mm. Questo significa che quando lo strumento KOSO sarà da fissare nel coprimanubrio dovrete per forza realizzare due "fasciature" terminali realizzate in cartoncino spesso per "allungare" i bracci del supporto.
In più quelli della KOSO si vede un pò distratti in fase di progettazione sono andati a piazzare due belle viti a croce filettate proprio nel bel mezzo del passaggio del supporto, andando così purtroppo ad interferire. Nel PX di un altro amico avevo ovviato realizzando due grosse tacche nel supporto per aggirare l'ostacolo, ma in questo caso visto che nel primo alla fine non c'era una sensazione di grossissima solidità a lungo termine, ho preferito cambiare tattica e realizzare due fori per fare passare due viti più lunghe rispetto a quelle date con lo strumento (recuperate da un vecchio PC). Alla fine non c'era più nemmeno bisogno del dadone centrale di fissaggio!
Ma le difficoltà non sono certo finite qui.
Nella Vespa originale già lo spazio a disposizione non abbonda, figuriamoci se bisogna adattare qualcosa che non è scaturito dalla geniale mente degli ingegneri Piaggio! Il problema maggiore da risolvere è l'ingombro del grosso fascio di cavi che esce dallo strumento e trovare la giusta collocazione per lo scatolotto del regolatore/raddrizzatore di tensione alternata in dotazione.
Io ho risolto il primo problema come in foto, piegando (sempre con delicatezza!!!) il fascio a 90° fissandolo poi sul supporto di fissaggio con della colla a caldo. Per lo scatolotto per fortuna il problema è stato risolto fissando lo stesso contro il corpo dello strumento, accanto al commutatore a chiave di spegnimento usando un pad a doppia alta adesione della 3M già fornito con lo strumento. Il connettore tra scatolotto e strumento è stato egualmente fissato sullo scatolotto stesso con altra colla a caldo.
A questo punto bisogna prevedere il posizionamento del singolo pulsantino di setting e cambio impostazioni. Diversamente da altri tipi di manubrio Vespa, in quello del PX non ci sono feritoie da cui fare uscire il piccolo connettore nero (con due fili neri) che poi deve essere collegato al pulsante. Per questo la soluzione scelta è stata quella di fare passare il cavo attraverso il vano del commutatore luci, in questo caso però solo dopo aver accuratamente limato il foro piuttosto piccolo di passaggio. In altri tipi di manubrio PX più recenti, il passaggio è molto più ampio e non c'e' bisogno di limare. Per fare uscire il cavetto poi bisogna limare come da foto con una piccola lima tonda l'alluminio del manubrio fino ad arrivare a sorpassare la battutina del commutatore luci, questo per evitare schiacciamenti e posizionamenti forzati del commutatore nel suo alloggio.
Il pulsantino infine viene fissato centralmente sotto all'estremità del manubrio, molto vicino alla manopola del gas utilizzando la parte adesiva in dotazione. Così con il pollice o con l'indice e senza staccare la mano dal gas si riesce facilmente a cambiare lo stato dello strumento.
A questo punto si avvita allo strumento il cavo del contachilometri originale, si riposiziona il fanale con il suo portalampade, si collegano tutti i cavi ai vari connettori (ce n'e' uno comunque che rimane inutilizzato) e si sistemano al meglio che si può nell'angusto spazio magari usando alcune fascette autostringenti di plastica per tenerli tutti uniti assieme e con delicatezza si richiude il coperchio facendo bene attenzione che non si schiacci nulla e che l'insieme non entri forzato. Fissare il commutatore luci e il relativo coperchio.
Ora bisogna concludere il lavoro con il sensore della temperatura che a mio modo di vedere è la cosa più utile dello strumento! Questo indicatore molto probabilmente vi salverà dalle possibili future scaldate/grippate, non è poco!!!
Tecnicamente si dovrebbe fare passare il connettore del cavo del sensore attraverso il gommino dove solitamente passa l'impianto elettrico, ma già così è molto dura essendo piuttosto stretto e che comprende anche il passaggio del cavo dell'accelleratore e dello starter. Si rischia seriamente di strappare il connettore. Così ho preferito utilizzare il più comodo passatubo della benzina, che non interferisce per niente, come si vede in foto. Fatto questo, all'inverso si può rimontare coperchio del telaio, serbatoio e sella.
L'occhiello in ergal va avvitato al sensore di temperatura e che a sua volta va infilato sulla candela, al posto della rondella originale che va tagliata via con una cesoia. Vengono forniti altri 4 occhielli di scorta ma se fate come vi dico, raramente lo romperete. Basta infatti ricavare nel foro del copricilindro in plastica una tacca in corrispondenza del codino dell'occhiello che dovrà essere fissato con la candela sulla testa cercando l'angolo più aperto possibile per evitare interferenze "distruttive" con la chiave della candela. In questa maniera quando sviterete la candela, il cavo resterà fermo e potrete estrarla senza che vi venga dietro tutto il sensore con il rischio di romperlo.
A questo punto non resta che provare lo strumento, tararlo per il proprio mezzo (è tutto indicato nel manualetto anche in Italiano a corredo) un'operazione non molto difficile che si fa in pochissimi minuti e...buon divertimento!
Già da diversi anni la ditta di punta del panorama tuning Vespistico mondiale, la SIP Scootershop GmbH si fa produrre dalla KOSO su specifiche tecniche ben precise questi strumenti digitali il cui scopo è quello di modernizzare il cockpit e le funzioni esposte senza però discostarsi dalla linea originale del vero contachilometri di fabbrica.
Lo strumento comprende:
- Contagiri analogico e digitale (tramite selezione pulsante)
- Tachimetro digitale
- Contachilometri digitale totale/parziale tramite selezione pulsante
- Indicatore digitale della temperatura della testa
- Orologio digitale
e nella versione PX Arcobaleno/MY l'indicatore di carburante digitale e le spie riserva/frecce/luci ana-abbaglianti analogiche.
Nel tempo oltre a quello per PX 1a serie sono stati realizzati diversi tipi di strumenti digitali: per la ET3/Rally/SPV/GTR sia a sfondo bianco che nero, per la GS160 o comunque per le Vespa con contachilometri a ventaglio (VBA/VBB) chiaro, scuro o beige, uno per la Vespa 50 Special e appunto ultimo ma non ultimo (c'e' anche quello per Lambretta) la versione per Vespa PX Arcobaleno/MY con indicatore di carburante. Per il PX 1a serie sono state realizzate una versione con cerchietto nero opaco "racing" e una più classica con cerchietto satinato in acciaio come quello che andremo ad illustrare e per il PX Arcobaleno/MY una versione con sfondo chiaro e una con sfondo scuro. E' inutile dire che questi strumenti digitali hanno ricevuto un'accoglienza entusiasta da parte degli appassionati!
Ma partiamo coi lavori. La prima cosa da fare è smontare alcune parti della Vespa. Sicuramente il coperchio del manubrio, che dovrete riporre a parte, il fanale anteriore per lavorare meglio nel vano manubrio quindi il naso anteriore in plastica e infine la sella con il sottostante serbatoio con tutto il tubo della benzina. Asportare anche ovviamente il coperchio in plastica del telaio anti smagrimento miscela che giace sotto il serbatoio. Dal vano motore dovrete smontare il copricilindro della Vespa.
Dopodichè bisogna fissare il cavo di alimentazione e il cavo che prende il segnale che comanda il contagiri dello strumento. Bisogna a questo punto precisare che lo strumento è realizzato per andare tassativamente a 12V (anche se funziona egualmente scendendo sino a 9V) quindi inadatto per motori originali ET3, SPV, GTR, GS160, VBA/VBB, Rally e ovviamente anche per i PX senza frecce che hanno motori a 6V. Per queste Vespa ci vuole o un motore PX a 12V se parliamo di telaio large o se non si può adattare un motore da PX (ET3, GS160) prevedere o una batteria tampone con circuito di ricarica di non facilissima realizzazione ed installazione oppure l'adozione di una accensione del tipo Vespatronic, Parmakit o Polini che però come accensioni ad anticipo variabile derivate da scooter hanno tutte lo stesso problema della scarsa erogazione ai bassi regimi e obbligano all'uso della batteria per evitare continui reset dello strumento al minimo.
Fatto questo, viene la parte più difficoltosa della modifica. Lo strumento è si molto simile a quello originale ma NON E' uguale in dimensioni. Rispetto a quello di fabbrica (che intanto potete svitare dal supporto a U che servirà dopo, conservare la guarnizione ad anello da riutilizzare toglierlo dal coprimanubrio e riporlo a parte) è più alto di almeno 5/6 mm. Questo significa che quando lo strumento KOSO sarà da fissare nel coprimanubrio dovrete per forza realizzare due "fasciature" terminali realizzate in cartoncino spesso per "allungare" i bracci del supporto.
In più quelli della KOSO si vede un pò distratti in fase di progettazione sono andati a piazzare due belle viti a croce filettate proprio nel bel mezzo del passaggio del supporto, andando così purtroppo ad interferire. Nel PX di un altro amico avevo ovviato realizzando due grosse tacche nel supporto per aggirare l'ostacolo, ma in questo caso visto che nel primo alla fine non c'era una sensazione di grossissima solidità a lungo termine, ho preferito cambiare tattica e realizzare due fori per fare passare due viti più lunghe rispetto a quelle date con lo strumento (recuperate da un vecchio PC). Alla fine non c'era più nemmeno bisogno del dadone centrale di fissaggio!
Ma le difficoltà non sono certo finite qui.
Nella Vespa originale già lo spazio a disposizione non abbonda, figuriamoci se bisogna adattare qualcosa che non è scaturito dalla geniale mente degli ingegneri Piaggio! Il problema maggiore da risolvere è l'ingombro del grosso fascio di cavi che esce dallo strumento e trovare la giusta collocazione per lo scatolotto del regolatore/raddrizzatore di tensione alternata in dotazione.
Io ho risolto il primo problema come in foto, piegando (sempre con delicatezza!!!) il fascio a 90° fissandolo poi sul supporto di fissaggio con della colla a caldo. Per lo scatolotto per fortuna il problema è stato risolto fissando lo stesso contro il corpo dello strumento, accanto al commutatore a chiave di spegnimento usando un pad a doppia alta adesione della 3M già fornito con lo strumento. Il connettore tra scatolotto e strumento è stato egualmente fissato sullo scatolotto stesso con altra colla a caldo.
A questo punto bisogna prevedere il posizionamento del singolo pulsantino di setting e cambio impostazioni. Diversamente da altri tipi di manubrio Vespa, in quello del PX non ci sono feritoie da cui fare uscire il piccolo connettore nero (con due fili neri) che poi deve essere collegato al pulsante. Per questo la soluzione scelta è stata quella di fare passare il cavo attraverso il vano del commutatore luci, in questo caso però solo dopo aver accuratamente limato il foro piuttosto piccolo di passaggio. In altri tipi di manubrio PX più recenti, il passaggio è molto più ampio e non c'e' bisogno di limare. Per fare uscire il cavetto poi bisogna limare come da foto con una piccola lima tonda l'alluminio del manubrio fino ad arrivare a sorpassare la battutina del commutatore luci, questo per evitare schiacciamenti e posizionamenti forzati del commutatore nel suo alloggio.
Il pulsantino infine viene fissato centralmente sotto all'estremità del manubrio, molto vicino alla manopola del gas utilizzando la parte adesiva in dotazione. Così con il pollice o con l'indice e senza staccare la mano dal gas si riesce facilmente a cambiare lo stato dello strumento.
A questo punto si avvita allo strumento il cavo del contachilometri originale, si riposiziona il fanale con il suo portalampade, si collegano tutti i cavi ai vari connettori (ce n'e' uno comunque che rimane inutilizzato) e si sistemano al meglio che si può nell'angusto spazio magari usando alcune fascette autostringenti di plastica per tenerli tutti uniti assieme e con delicatezza si richiude il coperchio facendo bene attenzione che non si schiacci nulla e che l'insieme non entri forzato. Fissare il commutatore luci e il relativo coperchio.
Ora bisogna concludere il lavoro con il sensore della temperatura che a mio modo di vedere è la cosa più utile dello strumento! Questo indicatore molto probabilmente vi salverà dalle possibili future scaldate/grippate, non è poco!!!
Tecnicamente si dovrebbe fare passare il connettore del cavo del sensore attraverso il gommino dove solitamente passa l'impianto elettrico, ma già così è molto dura essendo piuttosto stretto e che comprende anche il passaggio del cavo dell'accelleratore e dello starter. Si rischia seriamente di strappare il connettore. Così ho preferito utilizzare il più comodo passatubo della benzina, che non interferisce per niente, come si vede in foto. Fatto questo, all'inverso si può rimontare coperchio del telaio, serbatoio e sella.
L'occhiello in ergal va avvitato al sensore di temperatura e che a sua volta va infilato sulla candela, al posto della rondella originale che va tagliata via con una cesoia. Vengono forniti altri 4 occhielli di scorta ma se fate come vi dico, raramente lo romperete. Basta infatti ricavare nel foro del copricilindro in plastica una tacca in corrispondenza del codino dell'occhiello che dovrà essere fissato con la candela sulla testa cercando l'angolo più aperto possibile per evitare interferenze "distruttive" con la chiave della candela. In questa maniera quando sviterete la candela, il cavo resterà fermo e potrete estrarla senza che vi venga dietro tutto il sensore con il rischio di romperlo.
A questo punto non resta che provare lo strumento, tararlo per il proprio mezzo (è tutto indicato nel manualetto anche in Italiano a corredo) un'operazione non molto difficile che si fa in pochissimi minuti e...buon divertimento!
venerdì 19 luglio 2013
Nuova uscita in edicola - Officina del Vespista n°2
Arriva in edicola il numero due della serie "Officina del Vespista" che non si discosta molto dal numero uno segnalato in questo post, una pubblicazione che ha un target soprattutto per principianti del mondo Vespa, visti gli articoli però soprattutto per chi ha delle Vespa small. Interessante l'articolo sulle Vespa da accellerazione (quasi tutte small), l'articolo sul tuning di una vecchia Primavera (quindi small) in livrea Ford GT40 prototipo Gulf anni '70. Il migliore articolo di questo numero è il report di un restauro a partire da un vero e proprio rudere di una ET3 (che è una small) color blue jeans del 1977 anche se a mio modo di vedere è stato usato un pò troppo stucco...un'articolo che poteva essere molto più interessante ma che è stato "sviscerato" in due sole paginette è quello dedicato all'officina del Vespista e poi nell'elenco degli attrezzi manca del tutto un riferimento ai vari estrattori che seppur pochi, ci vogliono se si vuole intervenire a fondo sul motore...buoni gli articoli su un collezionista di Vespa, sulla vita dei Club e del resoconto di un appassionato che col suo PX (una large! finalmente!!) si è recato in America Latina. A compendio un interessante articolo su una rampa di sollevamento realizzata in legno con basculante (in pratica la Vespa viene spinta sull'asse basculante che ruota e si mette orizzontale). Una buona idea a patto che i pneumatici siano ben gonfi perchè il basculante è un pò corto e sta a 45° rispetto al terreno e che si sia in due a spingere una Vespa che non abbia il motore funzionante...altrimenti la vedo dura spingerla sul 100% di pendenza a mano da solo senza una adeguata rincorsa! Chiude l'ennesimo elenco di valutazioni Vespa in cui si afferma che le valutazioni non calano, anzi...non è proprio vero, per Vespa 50, PX125-150 e PK le valutazioni da impossibili stanno tornando umane...almeno per questi modelli ;-) Voto sul fascicolo: 6+
lunedì 1 luglio 2013
Le Regole del Successo
Questo post si discosta decisamente dal tenore di altri post apparsi in questo blog, perchè capita che nella vita succedano cose che proprio non riesci a tenerti dentro e fare finta di niente...l'importante è usare ironia nell'esporle, senza fare troppi riferimenti e senza offese che possano urtare la suscettibilità di qualcuno che possa leggere queste righe.
E se poi si offende lo stesso beh...e chissene fotte! ;-)
Quando si rileva un attività di ricambi Vespa esistente e si vuole rilanciare, ci sono alcune ferree regole da seguire per fare in modo di rendere questa attività un modello di successo. In questo post andremo ad analizzare queste regole in modo che ognuno ne tragga profitto, soprattutto in questi tempi di grave crisi economica. Andiamo a cominciare con l'esposizione:
- La prima cosa da fare è affidarsi ad una persona dettasi "consigliere commerciale" che fa tutt'altro nella vita che gestire negozi (e soprattutto non è lui che tira fuori i soldi fisicamente, mossa molto astuta) che assolutamente non farà delle indagini approfondite e non chiederà dei bilanci precisi di quanto la ditta ha incassato negli ultimi 3 anni come si fa di solito negli altri casi, basta avere un nome riconosciuto ed è sufficente. Poco importa se poi i clienti come sempre succede quando una ditta cambia gestione sono legati alla persona che ha gestito sino al giorno prima l'attività in questione e del nome in se gliene importa ben poco...
- A questo punto è inutile anche stilare un business plan molto accorto, con previsioni di spese e ricavi ben precisi. Ma quale inutile perdita di tempo...improvvisare, improvvisare!!! Si sa la fortuna aiuta gli audaci e poi ci scordiamo che abbiamo un nome importante? Eh! Poi è risaputo, le attività di solito il primo anno difficilmente creano degli utili, per gli ovvi ammortamenti di costi iniziali, così se dopo un anno ci saranno delle perdite, beh si chiude e che altro vuoi fare? Volevi un business plan? Eccolo pronto.
- Chi ha bisogno di ricambi Vespa sa dove deve andare e non c'e' bisogno di locali esagerati, basterebbe un onesto magazzino, appena fuori paese e con la crisi che c'e' figuriamoci se non ti calano l'affitto.
Orrore! Sia mai! Per questo si prenderà invece un mega negozio a due vetrine che farebbe l'invidia ad un Benetton o Sisley point, perchè bisogna impressionare i fess... ehm i clienti con una potenza commerciale incredibile e soprattutto per realizzare l'idea geniale iniziale che è quella di mettere il furgone della ditta (un Ducato Maxi con tenda automatica sopra) dentro il negozio, si avete letto bene...dentro il negozio! Questo perchè si sa, là fuori c'è Un Mondo di Ladri, lo diceva sempre anche Venditti. Poi visto che la modifica (pagata) alla balaustra superiore della vetrina è sbagliata perchè troppo bassa, chissenefrega...nello spazio vuoto rimasto ci sarà modo di farsi una corsetta con la bicicletta per i mercatini, così si resta in forma.
- Come locazione scegliamo una via trafficata. Di passanti? No, di macchine che ti sfrecciano a 100 mt dal negozio sulla circonvallazione, stando ben riparati dietro una folta siepe. Dobbiamo mantenere la privacy!
Poi come contorno prenditi della bella gente, tanti simpatici (ma davvero eh senza ironia, loro si) cingalesi che vanno e vengono dal condominio soprastante (e che ha un rosso amministrativo degno del debito pubblico italiano, altra sorpresa scoperta dopo) e magari un bel Poker Club popolato di fanatici che riempiono con le loro macchine tutto il piazzale antistante al negozio da mezzogiorno alle 5 di mattina del giorno dopo ogni giorno della settimana e che non parlano altro che di check, american airlines e all-in. Fa figo.
- Quando si contratta, per modo di dire, per l'affitto di un locale prima di firmare assolutamente vietato infastidire il proprietario o almeno l'amministratore per chiedergli a quanto ammontano le spese condominiali (a tantissimo, grazie anche alla divisione millesimale del gas da riscaldamento causa riparazione mai eseguita dei contaore) oltre il dovuto per l'affitto e pure informarsi prima se quello che stai prendendo in mano è un negozio atto alla vendita o un officina (è un'officina e quindi bisogna riconvertire la destinazione d'uso, pagando un bel tot ovvio) oppure, visto che gli faceva comodo al padrone per risparmiare, fargli riattivare a sue spese l'impianto della 380V per le ventole del riscaldamento che nel mentre che il negozio era da affittare aveva declassato alla 220V. Ma scherziamo? Noi dobbiamo essere superiori, vietato abbassarci a chiedere o a pretendere, soprattutto visto il "piccolissimo importo" che gli pagheremo ogni mese per l'affitto.
- Trattandosi di ricambi, chiaramente serviranno delle scaffalature per riporli e ordinarli. Le compriamo rigorosamente nuove e da industria, ma credi che noi ci possiamo approfittare di tutta sta crisi e delle tonnellate di scaffalature industriali magari quasi nuove che ti tirerebbero dietro per due soldi? Ma siamo impazziti?? Dobbiamo fare una bella figura e movimentare un pò l'economia di questo paese. Via, tutto nuovo e in sovrabbondanza.
- Visto che abbiamo detto che è un Mondo di Ladri, ci vuole un adeguato e costoso sistema di allarme. Ci facciamo fare quindi un buon preventivo da un amico dell'ex-gestore. Si ma poi nemmeno per sogno lo facciamo fare a lui, scegliamo di farcelo fare invece tramite il titolare dell'altro negozio di fianco al nostro che ci ha venduto la mobilia che ha una brutta faccia e bisogna quindi farselo amico, metti caso che di notte ti sventra il negozio e ti porta via tutto. Chisse ne sbatte se il preventivo è superiore a quello dell'altro, metti se alla sera questi perchè gli hai detto di no ti chiama gli amici delinquenti che ti sfondano il muro divisorio o tirano giù la granitica serranda di ingresso, entrano e si portano via tutto, compreso i ricambi da PK? Prevenire è meglio che curare. Poi il primo tecnico che è venuto, in un paese emiliano dove tutti sanno alla sera cosa fai alla mattina, sicuramente non ne saprà mai niente. SICURAMENTE.
- La pubblicità è l'anima del commercio, si per gli altri che hanno da perdere tempo e soldi ma non per noi. Pubblicità sui vari giornalini locali? Quattrini sprecati. Pubblicità sui giornali specializzati tipo il periodico del Vespa Club d'Italia? E perchè? Ci stanno già tutti gli altri, inutile che ci andiamo anche noi. Geniale il "consigliere commerciale" un giorno se ne esce con un "volantiniamo tutte le buchette della posta del paese" (70.000 abitanti NdR), così se la nonnina 97enne vuole farsi accessoriare la Vespa tunizzata verrà ben da noi, no?!?
Per fortuna almeno questa volta il titolare minimizza tutto con un "Ma non devi dargli sempre retta..." (e meno male che è il suo consigliere commerciale...o è una puntata di Zelig?). Bella grazia che diamo a Google un pò di soldi per essere nella prima pagina di ricerca come "Ricambi Vespa" assieme ad altri 30 che invece spendono (che stupidi!!!) tanti soldi anche per altri tipi di pubblicità. E se poi non arrivano ordini a sufficenza la causa non sono i prezzi troppo alti per un misconosciuto negozio online di ricambi Vespa come tanti, per cui basta solo un click più in là per trovare le stesse cose a molto meno eh ma è colpa del posizionamento. Forse avremmo fatto di più se arrivavamo alla pagina 0 di ricerca di Google. Peccato che non esiste.
Invece, genialata! Rivestiamo il vecchio furgone con un mega adesivo (e via altri soldi) facendo incazzare il tuo fornitore di adesivi per Vespa a cui hai chiesto il bozzetto della tipa sulla bacchetta ma non almeno un preventivo per l'adesivo, almeno per salvare le apparenze e che per questo non ti fornirà più nessun adesivo e ideona! Spostiamo lo stesso in giro per il paese mettendolo sulla strada a moh di camion-cartellone abbandonandolo lì in strada per due settimane o più e lasciamo indovinare a chi lo guarderà passando dove siamo in paese perchè qualcuno nel mega adesivo pubblicitario si è dimenticato di inserire l'indirizzo.
Poi ci vuole una bella insegna, enorme, che si veda anche da 3 miglia nautiche di distanza.. Poi si corre al comune a dichiarare che l'abbiamo tagliata perchè abbiamo ecceduto nelle dimensioni e ci arriva una sberla di tasse d'affissione da pagare, una cosa che nessuno sapeva esistesse, una normativa nuova.
Meglio invece fare non una ma ben DUE feste di inaugurazione, stile Totò e Peppino, valah che l'abbondiamo! E pure in stile sagra paesana molto coerente a base di vino, pane e salame. Peccato che per la terza c'e' stato un ripensamento perchè la Belen aveva già dato l'ok per una sfilata di moda Vespistica e c'erano contatti anche con le Frecce Tricolore per un passaggio radente.
Poi bisogna sempre lavorare coi migliori cioè noi, chi altri? Cos'e' quel miserabile adesivo di quell'altrettanto miserabile dittarucola tedesca leader del settore su cui c'e' scritto "authorized dealer" (rivenditore autorizzato) appiccicato alla porta? Via via! Eliminare (anzi, visto che non lo fai tu lo facciamo noi di nascosto durante la consueta visita che tanto mica te ne accorgi) e togliamo per favore ogni riferimento anche dall'esposizione delle vetrine. E cosa vuol dire se ci hanno comprato un bel tot di ricambi? E'solo invidia, la loro.
Non tutti i clienti usano internet per acquistare i pezzi di ricambio, molti di loro si rivolgono ancora ai mercatini, dove solo le malelingue sostengono che con tutta la concorrenza di rivendita di ricambi Vespa che ormai c'e' da anni e anche con gente che tramite loschi traffici offre i pezzi a prezzi bassissimi, su 10 mercatini ormai solo in un paio porti a casa almeno i soldi che spendi e in cui ci guadagnano sempre e solo quelli che l'organizzano. Quindi armiamoci e partite, farsi pubblicità è l'imperativo. Poi che nessuno o quasi dopo ti chiami e che i conti quasi mai tornino rimettendoci non so quanti soldi a mercatino, che importa. E che pretese hanno quelli che vengono con te a darti una mano anche stando fuori casa tre giorni di essere pagati di più di quanto un adolescente prenderebbe in una settimana di paghetta? Che gente, che tempi. Come dite? Il negozio resta chiuso giorni e giorni e la gente che arriva e trova chiuso si imbufalisce e ti chiama pure sul cellulare chiedendo spiegazioni? Beh peggio per loro! Che si informino prima di venire.
E infine soprattutto una grande coerenza, bisogna sempre accontentare il cliente, mantenere la parola data, cercare un accordo commerciale. Se conviene, sennò no si gira la frittata. Non c'e' il tale pezzo? Eh digli mi spiace non c'e', non lo trattiamo...e che ti devo dire? Hai dato l'assenso per la riparazione parziale di un motore Vespa? Hmm prima si ora no adesso dico che non mi conviene più, digli di andare altrove. La Vespa è già lì? Beh cavoli tuoi, sei tu il gestore (infatti l'ho sistemata io a casa mia). Il tale per l'acquisto di una Vespa restaurata ti offre leggermente meno di quanto chiedi ma in cambio ci fa restaurare un'altra Vespa? No le due cose non sono pertinenti.
Al pilota di Vespa da corsa che (incredibile ma vero) sponsorizziamo mancano gli adesivi da mettere sul suo mezzo prima diciamo che glieli realizziamo noi e poi invece no, eh già si prende tutti quei soldi...non ha detto che col precedente sponsor se li faceva lui? Se li faccia lui.
E'stato dato PERSONALMENTE dal titolare, lui presente al presidente del VC il consenso per un buono acquisto da estrarre alla lotteria del raduno annuale che si teneva a fine maggio, sapendo già che si chiudeva? Saranno problemi loro se i depliant e i biglietti della lotteria riporteranno una ditta che non esiste più dal 10 Aprile!
Beh io poi ci ho messo del buono e del bello per fare sempre il bastian contrario anche lavorando 10-11 ore al giorno a rovinare tutta sta coerenza, tutto sto impegno, tutta questa comunicazione tra di noi pronta e immediata e questa mirabolante pianificazione aziendale ma purtroppo mica mi è sempre riuscito...ma il successo alla fine ci ha arriso! Abbiamo chiuso dopo un anno come da preventivo!!! E con ancora almeno 6 mesi di affitto da pagare, lasciando "a piedi" un sacco di gente che aveva bisogno di ricambi e assistenza.
E pure con la sorpresa, senza nessun preavviso mentre facevo dei pacchi da spedire e con tutte le password delle email, del sito e di Facebook già cambiate ancora prima che la serranda scendesse per l'ultima volta. (W la fiducia...)
Si perchè come ho già detto è tutto un Mondo di Ladri. Ma anche di coglioni. Per ogni richiesta in merito rivolgersi all'altra sede, come da ineffabile cartello lasciato appeso sulla porta.
Frase Cult: "Sinceramente credevo che dato il nome ci fosse più giro" (il titolare, il giorno della repentina chiusura).
E se poi si offende lo stesso beh...e chissene fotte! ;-)
Quando si rileva un attività di ricambi Vespa esistente e si vuole rilanciare, ci sono alcune ferree regole da seguire per fare in modo di rendere questa attività un modello di successo. In questo post andremo ad analizzare queste regole in modo che ognuno ne tragga profitto, soprattutto in questi tempi di grave crisi economica. Andiamo a cominciare con l'esposizione:
- La prima cosa da fare è affidarsi ad una persona dettasi "consigliere commerciale" che fa tutt'altro nella vita che gestire negozi (e soprattutto non è lui che tira fuori i soldi fisicamente, mossa molto astuta) che assolutamente non farà delle indagini approfondite e non chiederà dei bilanci precisi di quanto la ditta ha incassato negli ultimi 3 anni come si fa di solito negli altri casi, basta avere un nome riconosciuto ed è sufficente. Poco importa se poi i clienti come sempre succede quando una ditta cambia gestione sono legati alla persona che ha gestito sino al giorno prima l'attività in questione e del nome in se gliene importa ben poco...
- A questo punto è inutile anche stilare un business plan molto accorto, con previsioni di spese e ricavi ben precisi. Ma quale inutile perdita di tempo...improvvisare, improvvisare!!! Si sa la fortuna aiuta gli audaci e poi ci scordiamo che abbiamo un nome importante? Eh! Poi è risaputo, le attività di solito il primo anno difficilmente creano degli utili, per gli ovvi ammortamenti di costi iniziali, così se dopo un anno ci saranno delle perdite, beh si chiude e che altro vuoi fare? Volevi un business plan? Eccolo pronto.
- Chi ha bisogno di ricambi Vespa sa dove deve andare e non c'e' bisogno di locali esagerati, basterebbe un onesto magazzino, appena fuori paese e con la crisi che c'e' figuriamoci se non ti calano l'affitto.
Orrore! Sia mai! Per questo si prenderà invece un mega negozio a due vetrine che farebbe l'invidia ad un Benetton o Sisley point, perchè bisogna impressionare i fess... ehm i clienti con una potenza commerciale incredibile e soprattutto per realizzare l'idea geniale iniziale che è quella di mettere il furgone della ditta (un Ducato Maxi con tenda automatica sopra) dentro il negozio, si avete letto bene...dentro il negozio! Questo perchè si sa, là fuori c'è Un Mondo di Ladri, lo diceva sempre anche Venditti. Poi visto che la modifica (pagata) alla balaustra superiore della vetrina è sbagliata perchè troppo bassa, chissenefrega...nello spazio vuoto rimasto ci sarà modo di farsi una corsetta con la bicicletta per i mercatini, così si resta in forma.
- Come locazione scegliamo una via trafficata. Di passanti? No, di macchine che ti sfrecciano a 100 mt dal negozio sulla circonvallazione, stando ben riparati dietro una folta siepe. Dobbiamo mantenere la privacy!
Poi come contorno prenditi della bella gente, tanti simpatici (ma davvero eh senza ironia, loro si) cingalesi che vanno e vengono dal condominio soprastante (e che ha un rosso amministrativo degno del debito pubblico italiano, altra sorpresa scoperta dopo) e magari un bel Poker Club popolato di fanatici che riempiono con le loro macchine tutto il piazzale antistante al negozio da mezzogiorno alle 5 di mattina del giorno dopo ogni giorno della settimana e che non parlano altro che di check, american airlines e all-in. Fa figo.
- Quando si contratta, per modo di dire, per l'affitto di un locale prima di firmare assolutamente vietato infastidire il proprietario o almeno l'amministratore per chiedergli a quanto ammontano le spese condominiali (a tantissimo, grazie anche alla divisione millesimale del gas da riscaldamento causa riparazione mai eseguita dei contaore) oltre il dovuto per l'affitto e pure informarsi prima se quello che stai prendendo in mano è un negozio atto alla vendita o un officina (è un'officina e quindi bisogna riconvertire la destinazione d'uso, pagando un bel tot ovvio) oppure, visto che gli faceva comodo al padrone per risparmiare, fargli riattivare a sue spese l'impianto della 380V per le ventole del riscaldamento che nel mentre che il negozio era da affittare aveva declassato alla 220V. Ma scherziamo? Noi dobbiamo essere superiori, vietato abbassarci a chiedere o a pretendere, soprattutto visto il "piccolissimo importo" che gli pagheremo ogni mese per l'affitto.
- Trattandosi di ricambi, chiaramente serviranno delle scaffalature per riporli e ordinarli. Le compriamo rigorosamente nuove e da industria, ma credi che noi ci possiamo approfittare di tutta sta crisi e delle tonnellate di scaffalature industriali magari quasi nuove che ti tirerebbero dietro per due soldi? Ma siamo impazziti?? Dobbiamo fare una bella figura e movimentare un pò l'economia di questo paese. Via, tutto nuovo e in sovrabbondanza.
- Visto che abbiamo detto che è un Mondo di Ladri, ci vuole un adeguato e costoso sistema di allarme. Ci facciamo fare quindi un buon preventivo da un amico dell'ex-gestore. Si ma poi nemmeno per sogno lo facciamo fare a lui, scegliamo di farcelo fare invece tramite il titolare dell'altro negozio di fianco al nostro che ci ha venduto la mobilia che ha una brutta faccia e bisogna quindi farselo amico, metti caso che di notte ti sventra il negozio e ti porta via tutto. Chisse ne sbatte se il preventivo è superiore a quello dell'altro, metti se alla sera questi perchè gli hai detto di no ti chiama gli amici delinquenti che ti sfondano il muro divisorio o tirano giù la granitica serranda di ingresso, entrano e si portano via tutto, compreso i ricambi da PK? Prevenire è meglio che curare. Poi il primo tecnico che è venuto, in un paese emiliano dove tutti sanno alla sera cosa fai alla mattina, sicuramente non ne saprà mai niente. SICURAMENTE.
- La pubblicità è l'anima del commercio, si per gli altri che hanno da perdere tempo e soldi ma non per noi. Pubblicità sui vari giornalini locali? Quattrini sprecati. Pubblicità sui giornali specializzati tipo il periodico del Vespa Club d'Italia? E perchè? Ci stanno già tutti gli altri, inutile che ci andiamo anche noi. Geniale il "consigliere commerciale" un giorno se ne esce con un "volantiniamo tutte le buchette della posta del paese" (70.000 abitanti NdR), così se la nonnina 97enne vuole farsi accessoriare la Vespa tunizzata verrà ben da noi, no?!?
Per fortuna almeno questa volta il titolare minimizza tutto con un "Ma non devi dargli sempre retta..." (e meno male che è il suo consigliere commerciale...o è una puntata di Zelig?). Bella grazia che diamo a Google un pò di soldi per essere nella prima pagina di ricerca come "Ricambi Vespa" assieme ad altri 30 che invece spendono (che stupidi!!!) tanti soldi anche per altri tipi di pubblicità. E se poi non arrivano ordini a sufficenza la causa non sono i prezzi troppo alti per un misconosciuto negozio online di ricambi Vespa come tanti, per cui basta solo un click più in là per trovare le stesse cose a molto meno eh ma è colpa del posizionamento. Forse avremmo fatto di più se arrivavamo alla pagina 0 di ricerca di Google. Peccato che non esiste.
Invece, genialata! Rivestiamo il vecchio furgone con un mega adesivo (e via altri soldi) facendo incazzare il tuo fornitore di adesivi per Vespa a cui hai chiesto il bozzetto della tipa sulla bacchetta ma non almeno un preventivo per l'adesivo, almeno per salvare le apparenze e che per questo non ti fornirà più nessun adesivo e ideona! Spostiamo lo stesso in giro per il paese mettendolo sulla strada a moh di camion-cartellone abbandonandolo lì in strada per due settimane o più e lasciamo indovinare a chi lo guarderà passando dove siamo in paese perchè qualcuno nel mega adesivo pubblicitario si è dimenticato di inserire l'indirizzo.
Poi ci vuole una bella insegna, enorme, che si veda anche da 3 miglia nautiche di distanza.. Poi si corre al comune a dichiarare che l'abbiamo tagliata perchè abbiamo ecceduto nelle dimensioni e ci arriva una sberla di tasse d'affissione da pagare, una cosa che nessuno sapeva esistesse, una normativa nuova.
Meglio invece fare non una ma ben DUE feste di inaugurazione, stile Totò e Peppino, valah che l'abbondiamo! E pure in stile sagra paesana molto coerente a base di vino, pane e salame. Peccato che per la terza c'e' stato un ripensamento perchè la Belen aveva già dato l'ok per una sfilata di moda Vespistica e c'erano contatti anche con le Frecce Tricolore per un passaggio radente.
Poi bisogna sempre lavorare coi migliori cioè noi, chi altri? Cos'e' quel miserabile adesivo di quell'altrettanto miserabile dittarucola tedesca leader del settore su cui c'e' scritto "authorized dealer" (rivenditore autorizzato) appiccicato alla porta? Via via! Eliminare (anzi, visto che non lo fai tu lo facciamo noi di nascosto durante la consueta visita che tanto mica te ne accorgi) e togliamo per favore ogni riferimento anche dall'esposizione delle vetrine. E cosa vuol dire se ci hanno comprato un bel tot di ricambi? E'solo invidia, la loro.
Non tutti i clienti usano internet per acquistare i pezzi di ricambio, molti di loro si rivolgono ancora ai mercatini, dove solo le malelingue sostengono che con tutta la concorrenza di rivendita di ricambi Vespa che ormai c'e' da anni e anche con gente che tramite loschi traffici offre i pezzi a prezzi bassissimi, su 10 mercatini ormai solo in un paio porti a casa almeno i soldi che spendi e in cui ci guadagnano sempre e solo quelli che l'organizzano. Quindi armiamoci e partite, farsi pubblicità è l'imperativo. Poi che nessuno o quasi dopo ti chiami e che i conti quasi mai tornino rimettendoci non so quanti soldi a mercatino, che importa. E che pretese hanno quelli che vengono con te a darti una mano anche stando fuori casa tre giorni di essere pagati di più di quanto un adolescente prenderebbe in una settimana di paghetta? Che gente, che tempi. Come dite? Il negozio resta chiuso giorni e giorni e la gente che arriva e trova chiuso si imbufalisce e ti chiama pure sul cellulare chiedendo spiegazioni? Beh peggio per loro! Che si informino prima di venire.
E infine soprattutto una grande coerenza, bisogna sempre accontentare il cliente, mantenere la parola data, cercare un accordo commerciale. Se conviene, sennò no si gira la frittata. Non c'e' il tale pezzo? Eh digli mi spiace non c'e', non lo trattiamo...e che ti devo dire? Hai dato l'assenso per la riparazione parziale di un motore Vespa? Hmm prima si ora no adesso dico che non mi conviene più, digli di andare altrove. La Vespa è già lì? Beh cavoli tuoi, sei tu il gestore (infatti l'ho sistemata io a casa mia). Il tale per l'acquisto di una Vespa restaurata ti offre leggermente meno di quanto chiedi ma in cambio ci fa restaurare un'altra Vespa? No le due cose non sono pertinenti.
Al pilota di Vespa da corsa che (incredibile ma vero) sponsorizziamo mancano gli adesivi da mettere sul suo mezzo prima diciamo che glieli realizziamo noi e poi invece no, eh già si prende tutti quei soldi...non ha detto che col precedente sponsor se li faceva lui? Se li faccia lui.
E'stato dato PERSONALMENTE dal titolare, lui presente al presidente del VC il consenso per un buono acquisto da estrarre alla lotteria del raduno annuale che si teneva a fine maggio, sapendo già che si chiudeva? Saranno problemi loro se i depliant e i biglietti della lotteria riporteranno una ditta che non esiste più dal 10 Aprile!
Beh io poi ci ho messo del buono e del bello per fare sempre il bastian contrario anche lavorando 10-11 ore al giorno a rovinare tutta sta coerenza, tutto sto impegno, tutta questa comunicazione tra di noi pronta e immediata e questa mirabolante pianificazione aziendale ma purtroppo mica mi è sempre riuscito...ma il successo alla fine ci ha arriso! Abbiamo chiuso dopo un anno come da preventivo!!! E con ancora almeno 6 mesi di affitto da pagare, lasciando "a piedi" un sacco di gente che aveva bisogno di ricambi e assistenza.
E pure con la sorpresa, senza nessun preavviso mentre facevo dei pacchi da spedire e con tutte le password delle email, del sito e di Facebook già cambiate ancora prima che la serranda scendesse per l'ultima volta. (W la fiducia...)
Si perchè come ho già detto è tutto un Mondo di Ladri. Ma anche di coglioni. Per ogni richiesta in merito rivolgersi all'altra sede, come da ineffabile cartello lasciato appeso sulla porta.
Frase Cult: "Sinceramente credevo che dato il nome ci fosse più giro" (il titolare, il giorno della repentina chiusura).
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