domenica 5 febbraio 2017

Attenti ai ricambi D.M! - 3 - Guarnizione del bauletto GS160-SS180-Rally 180/200

Stavolta non spreco nemmeno un video che sarebbe inutile, per illustrarvi un fulgido esempio di come le parti in gomma siano determinanti nei restauri e di come essere debbano essere il più possibile fedeli all'originale.

In questo caso parliamo della guarnizione del bauletto che correda modelli come la GS160, la SS180 e le due Rally, 180 e 200.

E'presente, purtroppo un pò dappertutto in internet, un modello di guarnizione per tale bauletto di pessima qualità (D.M. appunto) che non è nemmeno lontanamente paragonabile a quello originale che invece un notissimo ricambista produce in ottimo materiale e vende, a prezzo adeguato (18 €, rispetto all'altro che si trova in giro sui 6 €)

Già guardando la foto si capisce molto di quello che intendo:


La guarnizione corretta è ovviamente quella di sinistra, inoltre il materiale è molto diverso, quello scadente sembra più plastica che gomma, presentandosi in questo orrendo colore giallastro e lucido alla vista e piuttosto rigido, mentre dovrebbe essere (com'è l'altro particolare) grigio e ruvido, in più molto più morbido e flessibile dell'altro, particolare fondamentale, questo.

Se fosse solo un problema estetico, non avrei nemmeno pensato di postare una cosa del genere, ma lo faccio perchè l'adozione di un particolare errato porta grandissime perdite di tempo che vado ad illustrare.

Infatti il problema che portano questi particolari D.M. soprattutto là dove, come qui, si tratta di accoppiamenti mobili tra pezzi è che oltre al fatto che non tengono per niente sul bordo e sei praticamente costretto ad usare colla dappertutto, poi questi pezzi non combaciano col resto e non solo, ma deformano anche la parte di carrozzeria una volta strette le viti, lo sportello del bauletto pure con la sua serratura originale nemmeno si chiude più!


Notare infatti come, con la guarnizione scadente, il bauletto è incurvato all'ingiù al centro. Questa cosa mi ha fatto perdere giorni e giorni di tempo per fare cambi di bauletto, misure, chiedere in giro ad altri le loro, telefonate ecc.ecc. e tutto per colpa di una schifosa guarnizione di plastica in finta gomma da 6 €!!

Specifico subito che questa guarnizione non è stata comprata da me, ma me l'hanno consegnata insieme ad altri ricambi assieme alla Vespa, all'inizio del restauro.

Quindi, risparmiate su tutto se volete ma soprattutto se si tratta di Vespa di pregio come queste, NON sulle parti in gomma oppure se non vi sentite sicuri, rivolgetevi PRIMA ad un esperto.

sabato 12 novembre 2016

Un trucchetto per facilitarsi il lavoro

Spesso lavorando su Vespa anni '60 e '70 ci sono un paio di particolari che a volte sono abbastanza difficoltosi da rimontare, parlo delle due camme interne al manubrio, una che comanda il cavo del gas e l'altra che comanda il cambio. La difficoltà sta soprattutto nel reinfilare, sotto il manubrio i due ferretti sagomati di blocco che devono prendere insieme camme e tubi di comando, Si deve lavorare in una posizione assolutamente scomoda e spessissimo causa le rondelle piane e curve che stanno tra le camme e il corpo manubrio, si deve anche spingere alla morte la camma per collimare i 4 fori (2 da una parte e 2 dall'altra), insomma per fare presto e bene questo lavoro bisognerebbe avere 3 mani!

Nei modelli più moderni intelligentemente la Piaggio ha spostato il ferretto (cambiandogli forma) all' interno del manubrio, praticamente sulla camma stessa.

Ho quindi studiato un semplice sistema per agevolare questo scomodo compito e l'ho trovato facendo semplicemente "la punta" al ferretto sull'estremità che deve attraversare camma e tubo, avendo la punta il ferretto anche con i fori non proprio collimati, lui si crea da solo la propria strada, spostando i fori e facendoli collimare semplicemente spingendolo dentro! Al limite se ci fosse ancora troppa resistenza, si può intingere la "punta" del ferretto nel grasso al litio.


Una nuova moda: Pance RAT-STYLE!

Può capitare nella vita di un restauratore di dover affrontare delle sfide particolari, antitetiche rispetto a quello che si fa di solito e questa è una di quelle!

In realtà alla fine si tratta di un operazione semplice, ma diciamo particolare: da un pò di tempo tra i Vespisti si sta propagando quella che è già una tendenza consolidata tra una schiera abbastanza folta di motociclisti, ovvero quella del mezzo lasciato volontariamente consunto, rovinato, arrugginito...una moda che prende secondo me riferimento dal film Mad Max (soprattutto il 2° episodio) quindi parliamo addirittura degli anni '80!

Oggi questa tendenza è identificata comunemente col nome RAT-STYLE.

In questo caso, si tratta di due pance da PX (con ganci interni) che andranno ad equipaggiare il P200E del 1982 di un mio amico modenese che mi ha commissionato il lavoro.

Ha dapprima comprato su internet due pance non troppo ben messe ma non troppo ne arrugginite ne deformate e me le ha affidate per questa lavorazione.

Ho quindi dapprima fatto decappare (bagno nell'acido) totalmente le due pance, sino a tornare al metallo che già, probabilmente per infiltrazioni di umidità sotto lo stucco depositato sopra da precedenti restauri, aveva una bella patina di ruggine sopra, soprattutto sulla pancia sinistra perchè già sistemata precedentemente per un evidente incidente occorso.



Per aumentare l'effetto "drammatico" della ruggine ho poi lasciato le due pance all'aria aperta di Novembre per diversi giorni nel mio giardino di casa.



Dopodichè, ho fatto loro un trattamento protettivo della ruggine sottostante con diversi strati di vernice trasparente catalizzata. Va detto che il vero RAT-STYLE imporrebbe di non effettuare nessun trattamento alla superficie metallica, ma visto che non parliamo di filosofia di vita è stato preferito salvaguardare l'effetto estetico senza pregiudicare la funzionalità...immaginatevi togliere una delle due pance e ritrovarvi con entrambe le mani rossastre...o rischiare di prendersi il tetano per una ferita ;-)



Una volta essicata la vernice, il finale del lavoro è stato meramente il montaggio di una coppia di frecce posteriori cromate bianche, identiche a quelle delle pance "istituzionali" della Vespa del mio amico, con nuovi connettori e puntali e una nuova targhetta "P200E" come quella che equipaggia il PX originariamente, E questo è il risultato finale!





martedì 11 ottobre 2016

Un motore molto particolare...

Della serie "non si finisce mai di imparare cose nuove" ecco a voi un motore da Vespa SS 180 particolare, non uno destinato ad essere montato su un esemplare Piaggio ma un prototipo per prove di lubrificazione in fase di test.

Le differenze più evidenti rispetto ad un motore di serie sono la finitura esterna molto più grezza di quelli commerciali e lo strano numero di serie che non corrisponde a nessun altra numerazione conosciuta, probabilmente un numero di registrazione interno.

Per chi interessa: questo motore sarà messo in vendita (se non viene venduto prima) dal suo proprietario al prossimo mercato scambio di Novegro.