lunedì 16 febbraio 2009

Perni ganasce posteriori PX storti...

Certo che te ne capitano sempre di nuove...revisiono il motore della mia Donata 225 e scopro questo bel fatto:

Motivo per cui questi perni sono storti? Mah! Il blocco (un P200E del 1982) l'ho comprato usato anni fa da un mio amico di Bologna e ha avuto sempre problemi alla frenata posteriore, tanto che per evitare di sentire strisciare il bordo delle ganasce contro l'interno del tamburo (o proprio trovarmelo bloccato) ho sempre dovuto limarle di parecchi millimetri...ora capisco il perchè!

Mi sono studiato la situazione e fidandomi anche del fatto che i carter di alluminio sono davvero molto ben realizzati e robusti ho realizzato un "divaricatore" utilizzando una sezione di colonnetta (segata) e due bulloni (segati) da chiave n°17. Spesa per l' "attrezzo", 80 centesimi di euro. Per tenere i bulloni sui perni senza che ruotandoli si sfilassero, ho fatto due scavi verticali con la mola sulla testa dei bulloni.

Poi naturalmente ho adottato una tecnica da sblocco di pistone inchiodato, ovvero a ripetizione ho scaldato i due perni con una bombola a butano, poi tenendo fermo uno dei due bulloni, ruotavo di un mezzo giro (o anche meno) alla volta la colonnetta centrale. Lasciavo raffreddare, poi di nuovo scaldare tutto e rigirare. Sino ad arrivare, nell'arco della mattinata, ad una situazione "quasi" normale di perni "quasi dritti. Ho lasciato quindi in posizione il divaricatore artigianale una notte, sino a giungere a questo risultato:

Quello di sinistra è tornato dritto, rimane leggermente piegato ancora quello di destra...ma bisogna sapersi accontentare, una volta che hai spezzato il carter perchè volevi arrivare a quell'ultimo mezzo millimetro...come si dice qui a Modena, piuttosto che niente meglio piuttosto.

martedì 3 febbraio 2009

Finalmente un banco lavoro degno di questo nome...

...direttamente dagli anni '50, in pratica dall'epoca della GS VS5 che vedete nella foto. In quegli anni spopolavano riviste hobbystiche come "Sistema A" e "Sistema Pratico", in cui si avvicendavano articoli di hobbystica varia: elettronica, chimica, meccanica, falegnameria, pesca, caccia, ecc.ecc. anche sartoria! :) E su un sito (http://www.introni.it/riviste.html) che molto intelligentemente raccoglie scannerizzazioni di queste vecchie riviste che in fondo sono una testimonianza di una Italia del pre-boom economico, qualche rivista aveva anche progetti e articoli riguardanti la Vespa e la Lambretta, mi ricordo benissimo di avere letto un articolo che parlava di installare una radio portatile a valvole su una farobasso, come alimentare la Vespa (sempre farobasso) con una miscela di benzina normale e gasolio, un'articolo sull'elaborazione del motore Lambretta e così via.

E in una di queste ho trovato il progetto relativo ad un banco di lavoro "serio", che mi ha conquistato subito. 200 € di materiali, ma ne valeva la pena! Ecco il progetto:



Per chi si vuole cimentare, per montarlo e decorarlo con vernice impregnante dirò che di ho impiegato solo una sera e una mattina. Naturalmente ho adattato le dimensioni alle mie esigenze e ho dotato il banco di un bordino in legno per evitare le solite cadute di rondelle, viti, piccole parti sotto il banco. Invece dei prigionieri ad inserto (piuttosto anacronistici), per unire le varie parti ho usato viti tecniche da legno autofilettanti che si usano per fissare i tendoni esterni. Il piano in masonite è stato incollato su quello in compensato con del comune vinavil e tenuto fermo ai 4 lati con 4 vitine autofilettanti coniche da metallo. Non ho dotato il banco di cassetti, per il momento non ne ho bisogno. Alla fine il risultato è un banco da lavoro stabile, massiccio, che non vibra quando si aziona il compressore e sicuramente molto elegante e professionale.

domenica 25 gennaio 2009

Tecnica Vespistica Multimediale




















Un pò l'uovo di colombo se vogliamo, prendiamo un simpatico signore elaboratore-restauratore di Vespe e Lambrette del Regno Unito con 20 anni di esperienza in uno studio professionale con audio e video adeguati e facciamoci spiegare come fare la manutenzione della nostra Lambro o Vespa (large) passando poi a cose più approfondite come lo smontaggio e il rimontaggio del motore delle due marche.

Naturalmente lo scoglio della lingua non è facile da superare (con la difficoltà aggiuntiva di una pronuncia inglese non proprio da commentatore BBC) ma come si suole dire, un'immagine vale più di mille parole. Certo, non si finisce mai di imparare ma 17 ore di video con 6 DVD credo diano ben più di una semplice infarinatura!

La serie di video costa circa 85 € comprese spese di spedizione e credo che li valgano tutti. Consigliato a chi si annoia a leggere manuali o libri in genere. Ho comunque suggerito a Ian Skinner, l'ideatore della serie, di prevedere in futuro almeno delle sovrascritte in lingue diverse dall'inglese e di coprire la gamma Vespa con le small frames. Poi volendo si può fare di tutto, DVD sulle Vespe anni 40-50-60, DVD sullo smontaggio e il rimontaggio delle parti di ciclistica, DVD sul restauro della carrozzeria e chi più ne ha più ne metta. Il progetto è relativamente recente (2007) e quindi capace di possibili e più ampi ed interessanti sviluppi.

Trovate tutte le info (in inglese ovviamente) sul loro sito istituzionale:
http://www.scootertechniques.co.uk/

Ma non temete, anche in Italia sta arrivando qualcosa di molto tecnico, scritto da italiani in italiano...c'e' una vistosa lacuna da colmare e per fortuna c'e' chi ci ha già pensato...

Visita al Rifugio del Vespista®!


Che dire? Come potrebbe chiamarsi diversamente un luogo dove come entri ti vedi circondato da splendide Vespe di ogni tipo, dalla 50N alla 90SS, all' ACMA TAP, passando per farobasso, GS, GL, Sprint Veloce, Primavera e Vespe Sidecar? Per non parlare di Moto Guzzi e Lambretta...

Un posto dove ogni angolo e ogni muro parla della stessa passione che ci arriva da 60 anni a questa parte immutata?

Non ero mai stato prima di oggi in un atelier di professionisti del restauro e devo dire che non potevo scegliere posto migliore! Vespaonline ha contribuito anche in questo, facendo incontrare prima virtualmente me e Montagni, alias "tuttomio" su VOL, poi nei Raid Vespistici organizzati dal gestore del sito Luca Barzelogna e finalmente stamattina nel suo "Rifugio", assieme al suo validissimo socio l'ingegner Enrico Poli e due arzilli ed esperti collaboratori, nel bel mezzo del restauro di due Vespe 50N e una VBA con tanto di sidecar omologato Piaggio!

Ringrazio quindi Montagni per il tempo concessomi e l'ospitalità dimostrata, per le belle parole di carattere Vespistico e non che ci siamo scambiati sia con lui che con Poli e i suoi collaboratori, ho passato davvero una gran bella istruttiva e amichevole mattinata, alla faccia del maltempo battente e della neve che ho trovato lungo la strada ...ne valeva 1000 volte la pena.

E grazie anche del buon vino di sua produzione che ho bevuto, assieme al pranzo che così gentilmente mi hanno offerto...e perchè sennò chiamarsi "Rifugio del Vespista" se non fosse anche così? ;-)

Ci vediamo ad un prossimo Raid, tuttomio...che voglio vedere il tuo stile!!! E grazie!!!